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Testimonial per un giorno | Nuova campagna CPO

La nuova campagna CPO-Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni dove ci avranno spedito?!

Qualche giorno fa ho partecipato ad una discussione su friendfeed, dove Diego ha chiesto un consiglio su cosa fare dopo la triennale.
Master o continuare con una laurea specialistica?

Mi sono sentita di portare il mio caso, raccontando retroscena e risvolti di una scelta che ha inciso positivamente sul mio percorso professionale che riporto qui sotto.

Se ti può servire la mia esperienza: mi sono iscritta alla specialistica di PS non per ripiego ma perchè convinta, mi piaceva l’ambiente e soprattutto volevo continuare a studiare con determinati professori e non c’era nessun master che mi avrebbe resa più felice se non una costosissima Hdemia fuori da ogni mia portata.

Dopo i primi 2 mesi ho iniziato a dare segni d’insoffernza, avendo fatto la triennale lì, ho trovato forse troppe ripetizioni, così me ne sono andata a Bologna in agenzia.
Un’avventura formativa sotto diversi aspetti, preparavo gli esami studiando la notte con moche di caffè fino a quando per motivi di frequenza obbligatoria sono dovuta tornare, era ottobre del secondo anno ed ho trovato un programma molto più pratico e dei seminari che ne sono valsi la pena anche se riabituarsi ai ritmi accademici dopo aver vissuto i ritmi di agenzia non è stato semplice.

Ho passato il 2° anno a differenza del primo a studiare di giorno e a lavorare a distanza di notte.

Non sono nemmeno trascorse 48 ore dall’ultimo esame mi sono ritrasferita a Bologna trovando un ambiente lavorativo diverso che grazie alla seconda laurea, probabilmente, sono riuscita non solo a cambiare più in fretta ma ad avere la possibilità di dicidere dove andare.
Certo che se poi dietro ad un percoso universitario non c’è nulla alla fine dei conti in mano si ha sempre un pezzo di carta poco spendibile a livello lavorativo.

Detto questo credo l’università in generale viaggi troppe volte distante dal mondo del lavoro ma delle eccezioni esistono e più dai programmi te ne accorgi partecipando a progetti non strettamente legati ad una firma sul libretto.

Questa campagna mette in evidenza le diverse possibilità lavorative che si sono aperte una volta determinato il proprio percorso di studi. Scegliendo noi ex studenti come testimonial credo si siano evitate finzioni e toni artificiosi, troppo distanti da chi in questo momento, come Diego, sta prendendo una decisione difficile e cerca risposte concrete.


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Complimenti ragazzi – Cpo & Socially correct

copynight_78Eccoli qui Fede e Tommy i vincitori del concorso Socially Correct, la campagna intitolata il “Copyright è un diritto” doveva rivolgersi in particolr modo a pubblici giovani con l’obiettivo, come si legge nel bando, di promuovere e sensibilizzarli alla “cultura dell’originale in ogni opera d’arte”.

A cosa avranno pensato queste due teste calde? (ovviamente in senso buono) :-)
Conoscendoli un pochino si saranno scontrati su tante proposte e mille idee alla fine sono arrivati a selezionare e presentare proprio quella giusta:

soc_correctHitchcock icona indiscussa del Cinema che veste i panni di un idraulico, visual rigorosamente in bianco/nero.

La head invece con una domanda ci spinge a riflettere sul tema:”Il cinema sarebbe stato lo stesso senza copyright?” mentre la  bodycopy  riporta: “Il diritto d’autore permette agli artisti di vivere del proprio lavoro. Rispettalo.
Nel testo vengono evidenziate le parole chiave: “COPYRIGHT”  e “RISPETTALO”

Questa campagna a me è piaciuta molto mi è sembrata d’immediata comprensione, accattivante con un visual curato ed una parte testuale chiara, semplice ed inequivocabile.

Ora i miei due compagni sono già partiti per una nuova avventura, uno stage in Saatchi & Saatchi, non mi resta che farvi i miei più sinceri complimenti ed un grosso in bocca al lupo!!

Enjoy :-)

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Boca a oìdo

Grazie a Luca che mi ha segnalato questa presentazione facendomi un doppio regalo: il primo perchè è in spagnolo, una lingua che adoro  ed il secondo perchè l’abbiamo trovata fatta molto bene.
Per chi vorrà guardarla si tratta di WOM mktg, consigli, chiavi di lettura e cosa tutto questo ha significato per la comunicazione che vede l’on-line sempre più integrato con l’off-line.

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Floor sticker – Frontline

zeccheVia Questo non è un blog

frontlineVia Comunicadores

Ho trovato questa campagna del negozio di animali JAKPETZ per promuovere Frontline Flea & Tick Spray,davvero bella ed efficace nella semplicità dell’idea, comprensibile a chiunque, che trova senso agli occhi di chi la guarda grazie all’interazione e al movimento delle persone.

L’agenzia che l’ha realizzata è la Saatchi & Saatchi di Jakarta che ha pensato di attaccare uno enorme sticker lungo il pavimento di un centro commerciale della città Indonesiana che raffigurasse un’irresistibile Golden Retriver (un classico per Frontline)  intento a grattarsi, accompagnato dallo slogan:

“Get them off your dog.”

Il soggetto sottinteso trattandosi di un antiparassitario è subito intuibile, ma dove lo troviamo?
Nelle persone che calpesteranno il mega adesivo più o meno consapevolmente, diventaranno significanti per il messaggio stesso facendogli acquisire maggior forza e impatto agli occhi di chi lo guarderà in questo caso dall’alto.

Un’altro elemento è la scelta della location tutt’altro che casuale.

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Atac censura l'adv di Current su Roma

ervzecIeri pomeriggio ho avuto modo di leggere via FF la notizia che riportava: la censura improvvisa di una campagna Current su Roma, mossa dall’Atac.
La campagna riguardava la comunicazione di Vanguard un programma che andrà in onda dal 10 Marzo e tratterà di: giornalismo d’inchiesta.

La campagna verrà realizzata ugualmente su Milano infatti dal 26 Febbraio potremmo iniziare a vedere i manifesti affissi nelle stazioni metropolitane.
L’agenzia che ha curato la campagna è [ cOOkiesADV]

Segnalo questo podcast di Frank, bellissimo, in cui telefona all’uffio stampa Atac per chiedere conferma dell’accaduto l’adetto è fenomenale a forza di confermare il CS nemmeno si è reso conto delle provacazioni di Francesco.

Ascoltando la telefonata mi sono venuti in mente i sottoportieri di Kafka in “America” i quali imparato un copione a memoria a domanda rispondendevano sempre nella stessa maniera, entrando in crisi nel caso in cui qualcuno ponesse domande diverse fino a fingere di non rispondere pur di non ammettere la mancata comprensione.

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