Metti il caso che un Fashion Village approdi, in una terra calda e accogliente, fortemente legata a tradizioni e costumi, dove il tempo sembra essersi fermato per concedere il lusso ai suoi abitanti di chiacchierare seduti su una panchina davanti ad una vista mozzafiato. Cosa succederebbe?
Se lo sono chiesti i ragazzi di Mosaicoon che hanno realizzato questo bellissimo viral dai toni cinemtografici coinvolgendo gli abitanti di un piccolo borgo come Agira (Enna) di qualche migliaio di abitanti ragalando tanto a loro quanto a noi un’esperienza assolutamente divertente.
Buona visione
In questo video non compaiono elementi cui siamo soliti associare lo stereoptipo del siciliano come ad esempio la famosa coppola o il delizioso cannolo ma l’attenzione si concentra sulle caratteristiche indiscusse di questa regione e delle persone che la popolano all’insegna della creatività, fantasia e solarità.
Ecco qua qualche scatto dei protagonisti realizzato durante i lavori
Nella nota si legge:
“La sifida è stata quella di legare questi tre valori al concetto di “moda accessibile a tutti”, ciò che il Sicilia Fashion Village rappresenta, senza cadere nel banale”.
Per quanto mi riguarda ci sono riusciti in pieno, complimenti ragazzi davvero un bel lavoro che sta riscuotendo un grande successo, dopo soli 4 giorni dalla pubblicazione del video si registrano già quasi 6.300 visite, un numero importante in costante aumento.
Sul sito dedicato all’evento è possibile leggere tutte le schede di questi irresistibili personaggi.
A chi non è capitato di passaggere per strada, scorgere con la coda dell’occhio qualcosa di luccicante e domandarsi: “Che cos’è, faccio finta di niete e proseguo dritto? La raccolgo ma se la raccolgo non è conveniente? Mi guarderanno tutti?”
Oppure: ” Io la raccolgo e faccio finta di niente, tanto non se ne accorgerà nessuno!”
Magari il più delle volte quell’inaspettato “bottino” si è poi tradotto nella carta argentata di un chewingum però i più fortunati hanno trovato una moneta ed in questo caso è scattata subito la festa!
Quel centesimo non è più solo un portafortuna ma rappresenta la possibilità di usufruire di certi servizi ad un costo vicino allo zero e questo viral video è davvero divertente.
Questa mattina ho aperto il mio lettore e tra tutti i contenuti aggregati l’occhio mi è caduto su un post di Juanmarketing che mi ha subito colpita.
Nel titolo si annunciava una nuova modalità di fruizione della pubblicità su YouTube, si parlava di esperienza interattiva e si esplicitava la parola “ad”.
Questo è stato il primo elemento di curiosità, solitamente “ad” e “viral” non compaiono mai nella stessa riga, soprattutto se si tratta del titolo, dove si preferisce non evidenziare in prima battuta l’elemento pubblicitario e lasciare che l’operazione commerciali si sveli alla fine del video, meglio ancora se con effetto a sopresa.
Juan nel suo post ha utilizzato toni entusiasti e ha descritto la sua esperienza senza risparmiarsi di dettagli e particolari, non poteva trattarsi solo di un titolo fatiscente o di un normale viral video così ho deciso di provarci.
Il risultato? Me ne sono innamorata, l’ho trovata davvero interessante e declinabile in tantissime forme e situazioni.
Tipp-Ex è un correttore, tutti noi ne abbiamo fatto uso a me in particolare vengono in mente i compiti in classe d’ italiano, dove se ne faceva spesso (ab)uso un po’ per necessità un po’ perchè diventa l’oggetto “sociale” per eccellenza capace di squarciare il silenzio in aula!
Ricordo voci disperate che si inalzavano alla ricerca del gingillo, chissà magari desideravano riscrivere il finale del loro tema.
Il video si apre con un cacciatore intento a lavarsi i denti in un bosco quando la sua tenda viene avvicinata da un orso, a lato abbiamo il classico banner di prodotto con il pay-off ” Scrivi e riscrivi”, che cosa?
Ovviamente la fine della storia in modo che diventi tua.
Il video determina invitandoci a una scelta:
a) Il cacciatore spara all’orso
b) Il cacciore non spara all’orso
Ho scelto per la seconda soluzione quindi il cacciatore non avrebbe dovuto uccidere, guardate un pò cosa mi sono trovata:
Il titolo non rispecchia la mia scelta ci dev’essere un errore e allora che si fa?
L’attore se ne accorge esce dal video giusto il tempo per afferrare il correttore accanto e cancellare la parola sbagliata: “ammazza” dal titolo.
A questo punto il campo del titolo diventa editabile e riesco a riscrivere il mio finale.
Dato che sono un amante degli happy ending il mio titolo sarà:
“Un cacciatore bacia un orso” clicco sul bottone accanto “prova” e…
E’ subito amore!
Una volta completato il percorso potrò condividere il video via email, sulla bacheca di facebook o attraverso Twitter.
Ammetto che mi sarebbe piaciuto di più pubblicare l’ultimo video quello dove non ho solo fatto scelte di percorso ma dove ho “creato” il mio finale e magari avrei potuto salvarlo tra i miei preferiti.
Purtroppo niente di tutto questo è possibile ci dovremmo limitare a condividere il primo video del “Once upon a time”, mi è sembrato di fare come un passo indietro, tornando a del contenuto ancora spersonalizzato.
Avrei preferito invitare al gioco i miei contatti mostrando un prodotto realizzato da me, un pò come era accaduto qualche settimana fa Lost in Val Sinestra.
Ho apprezzato molto la forma dell‘individual trailer che avrei voluto ritrovare di nuovo, in questo caso sarebbe stata arricchita dalle potenzialità di Youtube e dalla capacità di aver reso possibile un’esperienza interattiva tra
1) utente e video
2) video e utente
3) attore e banner
4)banner – utente – video
Senza necessariamente coinvolgere i contatti di facebook nel video ma spingendoli a giocare (a fare esperienza di prodotto) attraverso la storia di un utente riconosciuto all’interno della propria rete di contatti, per poi creare una nuova storia.
Quest’operazione offre tantissimi spunti di riflessione sui possibili sviluppi, fino a questo momento la scelta del finale verte tra una gamma più o meno ampia di possibilità preimpostate. Cosa succederebbe se un giorno vedessimo pubblicati tutti i nostri i finali? E se avessimo anche la possibilità di girare il nostro?
Probabilmente si perderebbe di vista il prodotto ma sarebbe davvero un elemento negativo dato che si andrebbe a lavorare sull’immagine di marca e la capacità di engagement di un brand nei confronti dei propri pubblici. I quali spesso basano la loro scelta d’acquisto su questioni di prezzo. Potrebbe essere una strada per creare affezione verso una determinata marca aldilà delle logiche di pricing, credo in questo senso diventerebbero fondamentali le attività di ascolto e monitoring da parte dell’Azienda che avrebbe la possibilità di costruirsi una propria community con la quale iniziare un dialogo.
Sicuramente tutto ciò implicherebbe un impegno molto diverso da parte dell’Azienda e delle situazioni più complesse rispetto a quella attuale però “un giorno” potrebbe valerne la pena.
Obiettivo di questo progetto è trasmettere la passione per l’Opera in modo semplice, avvicinando i più giovani, i meno esperti o semplicemente, i più “svogliati” alle grandi arie di Puccini o alla regia di Zeffirelli.
Mercoledì 30 Giugno si sono svolti due flash mob (in due distinte aree di Milano) un corpo di ballo composto da 50 persone ha interpretato alcune sequenze musicali tratte da Il Trovatore, Carmen e Madama Butterfly in un arrangiamento funky.
L’Opera è più vicina di quanto si possa credere e ha scelto di dimostrarlo attraverso un tipo di comunicazione che sfrutti gli strumenti che ogni giorno la rete ci mette a disposizione.