web 2.0

Blade Runner e Di Pietro

Mi è stata segnalata, circa un mese fa, una campagna  politica da Daniele, si tratta del partito Italia dei Valori, che sta utilizzando per veicolore i propri messaggi dei video virali.
Del perchè un partito utilizzi o dovrebbe utilizzare anche i social media per avvicinare i “propri” pubblici ormai se n’è abbondantenemente discusso e le case history di usi efficaci o meno dei nuovi media non mancano.

Quando ho visto i primi 3 video:

  • Uno schiaffo per 1 Euro
  • Pubblicità umana
  • Uomo doccia

Sono rimasta in qualche modo sorpresa di vedere il logo del partito, sinceramente non l’ho trovati entusiasmanti però apprezzavo anche la voglia di sperimentare nuove forme di comunicazione. Ciò che mi aveva convinto di più era il loro blog, attraverso il quale avrebbero potuto aprirsi al dialogo e testare un pò il polso del progetto.
Ad oggi quel blog non esiste in più, inserendo l’url: sivedonocosestrane.it si viene reindirizzati nel canale dedicato su YouTube.

Questo è il nuovo video:

E’ sicuramente quello che mi è piaciuto di più rispetto agli altri, c’è una storia che ha senso, c’è l’elemento di sorpesa ed è coerente con la baseline, però il fatto che non abbia più trovato quel blog che mi aveva inuriosita per il linguaggio ed il tono accativante e semplice dei post mi è dispiaciuto.
Superato il trauma mi sono andata a leggere la presentazione sul profilo del canale e già alla seconda riga tutto l’effetto positivo del video era stato scalzato da quella descrizione ridondante che nulla ha più a che fare con i testi che avevo letto un mese fa.

E poi, non riuscivo a togliermi dalla testa lo spezzone del film qui sotto. Mi veniva da ridere e forse non dovrebbe essere proprio la reazione più auspicabile…

L’impressione sincera che ho avuto è che si aggiustato il tiro da una parte e si è rovinato dall’altra, ora non so se il progetto è in fase di assestamento o meno però non riesco a capire come mai abbiano chiuso il blog, chissà se lo rivedremo?!

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“Co-crea TU la copertina di Open Marketing”

Si tratta di un Contest, lanciato da Chain Change Blog in collaborazione con Comunitazione.it e Open Marketing.

Le persone che vorranno partecipare potranno caricare il loro progetto direttamente sulla pool di flickr dedicata, dove troveranno tutte le specifiche del concorso che scadrà il 24/05/09.

Chi non avesse un account yahoo può inviare il proprio lavoro all’indirizzo: yoc[at]admcom.net

Good luck ;-)

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Boca a oìdo

Grazie a Luca che mi ha segnalato questa presentazione facendomi un doppio regalo: il primo perchè è in spagnolo, una lingua che adoro  ed il secondo perchè l’abbiamo trovata fatta molto bene.
Per chi vorrà guardarla si tratta di WOM mktg, consigli, chiavi di lettura e cosa tutto questo ha significato per la comunicazione che vede l’on-line sempre più integrato con l’off-line.

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Nasce il progetto GGD Marche


ggdMarche on iPhone
Originally uploaded by ggdmarche.

Ieri pomerggio siamo andate on-line con il blog GGD Marche, trascorsa l’esperienza di Urbino abbiamo deciso durante questi mesi di continuare a portare avanti il nostro percorso e così finalmente eccoci qui pronte a scattare allo  start.

Domani un bel brindisi all’aperitivo di MarcheIn non ce lo toglierà nessuno :-D
Un saluto a tutte le compagne d’avventura.

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Quei furbacchioni del Viral Mktg – Intervista Shock

Forse dovrei iniziare il post ringraziando Dr_Who per avermi segnalato quest’intervista e da una parte lo faccio ma dall’altra mi mordo le mani per averla ascoltata a quest’ora, ormai il sonno è andato proprio in quel posto dove sto immaginando di mandare questi due protagonisti:
Anna Ricotti, marketing and product development director della Divisione Lovable (Gruppo Branded Apparel Italia), e Cesare Casiraghi, socio e direttore creativo di Casiraghi & Greco. Quindi due personaggi a quali verrebbe per certi versi spontaneo attribuire un discreto spessore professionale e volendo sbilanciarsi, autorevolezza d’opinione.
Confesso di avere ascoltato l’intervista 3 volte, non solamente per puro masochismo ma per essere sicura di aver capito bene e questo motiva i primi 2 ascolti, l’ultimo per la brillante idea di volermi appuntare tutte le frasi deliranti poi mi sono accorta che stavo letteralmente trascrivendo l’intervista e ragionando in prospettiva di questo post mi è sembrato inutile riproporvela testualmente.
Perciò evitando di dar ancora più spazio a determinate affermazioni vorrei provare, nel mio piccolo, a scrivere brevemente cosa penso viral mktg e più in generale del cosiddetto Mktg Non-Convenzionale fortemente legato allo sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie.
Faccio parte ormai da diverso tempo del Crazy Mktg Network, cito testualmente la descrizione del network:
Il nostro pane si chiama guerrilla, buzz, viral, social-media, word-of-mouth.
Cosa siamo un branco di buffoni? Se sì, discutiamone.
Continuo con la citazione:
Benvenuti nell’era del marketing 2.0.
Traducendo l’era dei furbacchioni?
Senza voler incalzare troppo la polemica, perdonatemi sono ancora abbastanza calda, a me dispiace veramente tanto sentir raccontare quel mondo, sicuramente sperimentale, contradditorio, in via di sviluppo e via discorrendo che è oggi la comunicazione online, su cui sto cercando di lavorare.
Sono un’appasionata e curiosa di queste forme d’interazione, dedico tempo a ricercare articoli, studi, case history, cerco di confrontarmi e stabilire relazioni con quelle persone che stimo e che so che possono aiutarmi nel mio percorso. M’impegno a costruirmi in qualche modo una professionalità credibile, provo a dar il massimo quando preparo progetti di comunicazione da presetare ad eventuali clienti, non è sempre facile prima di tutto essere compresi e poi trasmettere l’idea che in ogni caso, dietro ad ogni campagna ci sia sempre un lavoro serio di ricerca e non campato per aria.
Quando l’esimio Cesare Casiragi dice:
Buttare un virale in internet è come buttare una bottiglia nel mare…
Mi verrebbe voglia di buttarci lui propio come sta buttando tutte le ore di lavoro di quelle persone che seriamente studiano prima il “terreno” dentro al quale vorranno posizionare il loro progetto, individuano strategie e tecniche operative, strumenti.  Stiamo parlando di professionisti nè di furbacchioni o tanto meno di giocatori d’azzardo.
Credo che gli operatori di comunicazione e mktg si debbano porre in condizione di ascolto, apertura e trasperenza verso gli interlocutori, stabilirci relazioni costruttive e durature, tutto questo va ben oltre al raccontargli una barzelletta e sperare fortemente nella risata o simpatia convinti che questa costituisca brand awareness.
Dato che detesto fare post lunghi come papiri mi fermerei qui, chiudendo per oggi, anche perchè domani si lavora, non si gioca a dadi.

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