web 2.0

Mike ci lasci e la voce si diffonde in rete

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Vengo a sapere all’improvviso della notizia verso le 14 grazie ad un’amica su Gtalk, lei ho appena letto su FriendFeed, probabilmente da Paolo.

Ho provato a cercare qualche notizia in più in rete,  sui quotidiani on-line c’era solo una riga che riportava il triste accaduto senza aggiungere altro, intanto sulle piattaforme social la voce continuava a diffondersi.

C’è chi esprime il proprio dispiacere, chi lo ricorda con il suo motto, chi ironizza, chi gli rivolge un pensiero, chi sbaglia a scrivere il suo nome, chi la prende con filosofia, chi non vedeva l’ora e chi lo considerava un nonno al quale si sentiva affezionato…

L’ ”Uomo TV” viene a mancare e prima di ogni altro luogo la notizia passa e si diffonde in rete attraverso un continuo passaparola…

….Non c’è nulla di nuovo.

Non so perchè mi abbia colpito così tanto quanto è successo, probabilmente perchè ho sempre immaginato questo giorno con un annuncio a reti unificate e non nascondo che un giro di canali l’ho fatto, ma quello che mi aspettavo dallo “scatolone” oggi l’ho trovato nella “parte abitata della rete“.

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We're living in the Modernity 2.0

Il video è stato realizzato da Patrick Rizzi un amico che avevamo imparato a conoscere già a Conversazioni dal basso a cui è stato chiesto di introdurre la nona edizione della Conferenza internazionale sulla Sociocibernetica.

Siamo al secondo appuntamento di questa 5 gg al momento sono ancora un pochino disorientata, si discute su sistemi aperti, chiusi, osservazioni di second’ordine, management dell’organizzazione… Di come la tecnologia si rapporti all’uomo e viceversa.

Fra poco inizierà uno speech su come vengano a modificarsi i confini tra gli individui e la memoria sociale nell’era del web 2.0, ci sono tutte le premesse per delle belle discussioni.

Non vedo l’ora di entrare nel vivo del convegno e sentire discutere di social media e del loro inpatto sulla società, i prossimi giorni avremo pane per i nostri denti.

Per quanto mi riguarda cerco di seguire le conversazioni faccio un po’ fatica a rispondere, ad esprimermi ma ci si arrangia, guardando il bicchiere mezzo pieno il mio inglese corre il rischio di migliorare.
Per fortuna c’è Arianna che se la cava egregiamente ed ogni volta che mi vede sventolare bandiera bianca è sempre pronta per le traduzioni “in cuffia”!

Ci aggiorniamo i prox gg

P.S. Ai convegni non si battono più le mani ma pare che si preferisca battere i pugni sul tavolo :-)

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