Da un twitt di @mule77 scopro quest’articolo: “FaceBookmania fra 30 e 40 anni” pubblicato sul Corriere della Sera all’interno della sezione Scienze e Tecnologia.
Come direbbe Lorenzo “mi tappo il naso” ed arrivo a leggere fino all’ultima riga.
Poi cosa faccio? Vado su Friend Feed e do un’altra occhiata ai commenti e contenuti che si stanno generando intorno all’argomento… Non ho trovato una sola PERSONA (no alieno, persona) che si riconosca in quel pezzo.
Ma non riesco a capire il perchè?
Dopotutto il giornalista è una persona autorevole, iscritta ad un albo che ne certifica la professionalità che scrive per una delle maggiori testate italiane, si sarà sicuramente informato, avrà sperimentato su di sè la tecnologia di cui racconta, avrà osservato e vissuto in primis alcune dinamiche di social networking poi ovviamente si sarà fatto spicanalizzare o esorcizzare dal demone facebook.
Segnalo qua la risposta all’articolo di Luca Conti, un pazzo che come e molti altri – pazzi – usano FB e non si riconoscono in nessuna categoria ma che al contrario non riesceono ancora a rassegnarsi nel leggere idiozie simili.
Credo sinceramente che gridare ” Al lupo al lupo” non servi a nulla se non a sprecare energie che impiegherei diversamente, magari provando ad argomentare un pochino di più le tesi che si sostengono, mettendo qualche dato, citando le fonti da dove si prendono queste notizie e soprattutto mai rinuncerei al confronto tra punti di vista diversi. Perchè non hanno chiesto anche un parere a Sociologi, Professionisti di comunicazione e tecnologia, studenti, creativi, tecnici…Forse è proprio questa mancanza la cosa che più mi dispiace.
Che FB stia vivendo in Italia un momento di particolare fermento è indubbio, posso portare ad esempio, il caso della mia città Senigallia: nell’ultimo mese avrò aggiunto almeno una quarantina di ragazzi senigalliesi: dal compagno d’asilo a quello università passando per tutti gli amici di famiglia fino a persone che sono semplici conoscenti, ma si sa Senigallia è piccola e di vista ci si conosce quasi tutti
Non tutti hanno dimestichezza con il Social Network, molti ci sono avvicinati per curiosità, attraverso il passaparola, allora perchè non portare avanti un’informazione corretta e sfruttare questo periodo di grande esposizione di FaceBook per cercare di costruire un qualcosa di produttivo anzichè distruttivo??
Perchè fa più notizia scrivere in questi termini e toni? Ma se poi si richia di fare figure del genere, ne vale veramente la pena?
FaceBook è terra di comunicazione è opportunità è risorsa così come tutti gli altri strumenti del web, non sono problemi da cui fuggire. Bisogna essere curiosi nel scoprorlii ed informarsi per farne un uso il più consapevole possibile sembra “strano” ma anche qui si è parlato e si parla di etica e di codici, poi certamente cè anche chi ne fa usi distorti (deviati?) ma non c’è nulla di cui stupirsi è proprio per questo che è necessario che chi ha la responsablità di divulgare contenuti sia il primo ad informarsi e non riportare pareri spesso superficiali.




13 Responses to Quel diavolo di FaceBook
notoriousxl 22 ottobre 2008
Siamo sicuri che il giornalista abbia provato Facebook? E se sì, per quanto tempo? Ci vuole un po’ per vedere oltre le “catene di sant’antonio” (cause, quiz, …)… e bisogna aggiungere anche la gente giusta.
Avesse almeno detto “Meglio friendfeed”…
Roberta aka enjob 23 ottobre 2008
Ma che poi sembra che si sia scoperta l’acqua calda…era lo stesso con le veccie chat, quando si diceva: ciao da dove dgt, sei MoF e tra quelli che la utilizzavano per parlare con amici e parenti, quelli…e perchè no…, per fare nuove amicizie o trovare l’amore, c’era si chi perdeva la brocca, si creava un personaggio, si illudeva, era sola e magari depressa ma andiamo, con i luoghi comuni non si dovrebbero riempire le testate giornalistiche!
E poi basta parlare della fascia 30-40 come se fosse passaggio obbligato per panico e frustrazione.
Adesso svelo un segreto ma non ditelo in giro: sapete che c’è gente, ed è la maggiorparte, che riesce a vivere normalmente e con entusiasmo ciò che viene proposto come forma di comunicazione e socializzazione?…gente che vede in tutto questo un accrescimento e non una devianza? Nessuno ha mai pensato al semplice divertimento?
No perchè se è così, come dice il buon “Paolo”…era meglio morire da piccoli!!!
Roberta
Facebook dipendente 23 ottobre 2008
http://www.pinkblog.it/post/2652/internet-e-dannoso-per-la-vita-di-coppia
Il concetto di rovinafamiglie mi si addice
annatorc 23 ottobre 2008
@notoriousxl magari fra un anno leggeremo qlc del genere per FF oppure troveremo articoli più vicini alla realtà…L’ottimismo è il profumo della vita
(oggi mi va così)
@Roberta spero con tutto il cuore che il tuo segreto faccia notizia.
Have fun!
@Facebook dipendente ha ognuno il suo…
AAA Copywriter 23 ottobre 2008
Tu usi facebook, io uso Facebook, tutti noi usiamo Facebook, con soddisfazione e profitto. Di quello che può dire uno scribacchino fazioso, magari pure pagato dalla concorrenza, io me ne frego altamente, e tu?
Alex
annatorc 24 ottobre 2008
Ciao Alex, sì in parte sono d’accordo, non sono tanto le righe scritte che mi danno fastidio quanto il tipo di messaggio che ancora una volta viene trasmesso dai media tradizionali per sescrivere le nuove tecnologie che inevitabilmente raggiunge un pubblico più ampio e a volte non informato su questi temi che impara a conoscerli solo attraverso questi racconti per nulla verosimili alla realtà.
Roberta aka enjob 24 ottobre 2008
Beh! Nel medioevo tutte le cose che non si conoscevano facevano paura e per questo, bandite, censurate…opere del demonio!…Possibile che nonostante l’Iphone siamo rimasti li?
notoriousxl 24 ottobre 2008
Dato che mia madre vede Internet come un luogo di perdizione, devo ammettere che l’opera dei media tradizionali ce l’ha, il suo effetto
Roberta aka enjob 24 ottobre 2008
W l’informazione!!!
Hamlet 27 ottobre 2008
malignamente si potrebbe pensare “le persone non si riconoscono nei profili dell’articolo perchè non vogliono ammetterlo”. A parte gli scherzi, a questo proposito è praticamente obbligatorio la lettura e l’ascolto del podcast del prof. Sofi
http://www.webgol.it/2008/10/24/facebook-la-psicologia-e-il-pregiudizio-tecnologico/
Maria 3 dicembre 2008
Ciao Anna
come sempre non bisogna condannare lo strumento, ma l’uso che se ne fa.
Personalmente trovo che Facebook sia uno dei tanti modi, magari quello più originale, per rimanere in contatto con amici vicini e lontani, per trovare stimoli, per discutere o semplicemente per fare quattro chiacchiere parlando di stupidaggini.
E’ chiaro che se poi ci sono persone che vivono le prorie relazioni sociali solo tramite Facebook e non hanno altri contatti nel mondo esterno il problema non è dei social networks.
annatorc 3 dicembre 2008
Ciao Maria, sono d’accordo con te…
E’ come se ognuno di noi avesse per le mani una chitarra: c’è chi prova qualche accordo, c’è chi stona, c’è chi la sbatte per terra, c’è chi le dà fuoco e c’è chi la suona professionalmente magari in “cerchio” ad altre persone che lo accompagnano
Gli usi sono infiniti e lo strumento è sempre lo stesso, non vorrei fare un discorso di cosa è giusto o sbagliato ma, se per ipotesi mentre quella persona X da fuoco alla chitarra ce ne fosse un’altra a guardare e abilitata a scrivere e raccontare ad un pubblico vasto quello che ha sbirciato cosa succederebbe? Probabilmente 3 cose: un uso dello strumento sarebbe elevato a norma, prassi; avremmo un’informazione distorta e parziale e di conseguenza diffidenza verso l’oggetto rappresentato.
Credo che sia davvero un peccato.
Gerry 11 dicembre 2008
Facebook è un social network e come tale accumula una mostruosa quantità di dati sugli utenti. E’ un caso che faccia gola a Microsoft? Ovviamente no. Tuttavia siamo abituati a essere spiati dal mondo di internet con l’unico fine di ricevere pubblicità mirate. Personalmente mi incuriosisce vedere quanto durerà. Mesi o anni?