22 Responses to Brividi 2.0 :-)
  1. carlodaniele Rispondi

    bellissimo, Anna. L’ho salvato tra i miei preferiti :-)

  2. giuliad06 Rispondi

    Fortuna che nella mia università non c’è il wi fi per cui andare con il pc in Università è ben inutile.
    Più che commuovere Anna, questo video,credo fa trarre una conclusione: che la tecnologia ci fa perdere tempo in attività forse non necessarie per cui crediamo sempre di avere troppo poco tempo.
    Vedi che avevamo ragione io e te a parlare del rapporto odio – amore con l’aggregatore di notizie? :-)

  3. annatorc Rispondi

    @Carlo: Lo sapevo che sei un intenditore! :-) A prestissimo.

    @Giulia: mmmmhhh un commento disarmante, mi verrebbe da dire basta che non sia inutile andare all’università…. Per il discorso tecnologia la penso l’esatto opposto, ho delle idee un pò particolari ciò non toglie che a volte possa sentirmi “stanca” ma non degli strumenti in sè ma (forse) dal mio utilizzo abitudinario. ;-)

  4. giuliad06 Rispondi

    hmmm..boh..mi rimane in mente il cartello del 26.4 ore al giorno di cui si avrebbe bisogno.
    Forse che la soluzione sta nel ridurre il tempo di cazzeggio davanti a Facebook?
    Penso di non essere ancora una 2.0 girl…

  5. health facts Rispondi

    You are so much like me, or i’m like you, well anyway, if we knew each other we’d make a good team, hehe, keep up the good work

  6. annatorc Rispondi

    @Giulia: Dai il cazzeggio su FB è relativo in ogni caso non si è costretti ad usare tutto gli strumenti e tutti insieme soprattutto se non ci vedi niente d’interessante… Poi non è detto che tu non possa cambiare idea se ti dovessi accorgere di che cosa significhino oltre il cazzeggio.

    @health facts: Nice to meet you! :-)

  7. giuliad06 Rispondi

    continuo a non trovare nulla di positivo, incoraggiante, stimolante, visionario o cos’altro sia in questo video…spiegami Anna.
    Cosa ti commuove?

  8. annatorc Rispondi

    Ok Giulia proviamo a ragionargi su, anche se le tue parole “leggermente” sarcastiche mi porterebbero a risponderti a tono ma questo non ci servirebbe a niente, giusto?
    Inizio riprendendo una tua parola: visionario. Io sono convinta che nel video non ci sia nulla di tutto ciò, anzi vengono illustrate chiaramente delle possibili applicazioni del web 2.0 in ambienti accademici ed univeritari, andando ad agire su mancanze ed a risolvere concretamente diverse problematiche legate a questi ambienti. Il tutto è raccontato con estrema sensibilità, attraverso un montaggio molto suggestivo aiutato da una musica scelta ad hoc.
    Ad esempio FaceBook, se hai voglia di accostarti a questo strumento con lo spirito giusto potrai renderti conto che olte al cazzeggio (come dici tu) offre anche altro.
    Giulia, sempre se ti va, riguardati il video ponendi con un atteggiamento più disponibile a comprendere le dinamiche del web 2.0 e non come se avessi una reazione allergica, altrimenti è inutile che ne stiamo a parlare, basta un pizzico di curiosità in più ed il gioco è fatto. :-)

  9. giuliad06 Rispondi

    una volta pubblicato il commento mi era effetivamente venuto il dubbio che le mie parole suonassero sarcastiche. in realtà non lo erano affatto ma erano sul serio una richiesta di spiegazione.
    Ti chiedo scusa, anche se in ritardo.

  10. giuliad06 Rispondi

    ok ora ti rispondo :-)
    continuo a pensare alla frase finale “some have suggested that technology can save us”…significa che la risposta implicita è no? Io la vedo così in questo video.
    Vedo l’incongruenza tra il leggere tanto per studio quando si passa più tempo al computer che sui testi cartacei. Ma anche forse il non riuscire a leggere tutto per via del tempo che si passa al telefono e su Facebook ( di qui cazzeggio, la ragazza scrive che usa Facebook per parlare con i suoi compagni di classe. Se si dovesse mettere d’accordo per un lavoro di gruppo una mail comune a tutti sarebbe molto più veloce)
    Io questo vedo. Non è questione di reazione allergica, quanto non colgo l’aspetto emozionale, al di là della sottofondo musicale. Davvero non lo colgo.

  11. annatorc Rispondi

    Ciao Giulia sul serio nessunissimo problema, con me è tutto apposto. ;-)

  12. carlodaniele Rispondi

    @ Giulia
    secondo me il video arriva direttamente alle conclusioni, senza dare la possibilità di riflettere sul perchè delle affermazioni fatte dagli studenti (è una caratteristica costante della comunicazione video).
    La cosa, però, è meno infondata di quanto tu possa pensare. Ti riassumo alcuni punti su cui, se vuoi, possiamo riflettere.

    1) Oggi non esistono più saperi statici. Il sapere è in continua evoluzione e non può più essere istituzionalizzato, ossia fissato in programmi didattici ministeriali

    2) Oggi il sapere è ipercomplesso, fatto di relazioni e concatenamenti, assolutamente inaccessibili attraverso forme tradizionali di insegnamento.

    3) Nessuna istituzione didattica può star dietro alla rapidità dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione digitale.

    4) La nuova generazione di studenti è quella dei digital natives (vedi wikipedia), una generazione antropologicamente diversa da tutte le generazioni precedenti. Nessuna istituzione didattica si è adeguata alle loro necessità formative, ma è rimasta ferma a metodologie e programmi ministeriali stabili.

    5) Le istituzioni didattiche sono inadeguate alla generazione di forme di apprendimento casuale. In un’università hai poche possibilità di apprendere cose non formalizzate in programmi didattici. Esempio: nel ’98 mi sono laureato in economia e commercio. Ho studiato su libri le cui edizioni erano nuovissime, ma che riportavano teorie formulate negli anni ’80. Quest’anno mi sono laureato in comunicazione pubblicitaria. Le conoscenze che ritengo assolutamente più importanti le ho “scoperte” su libri che non saranno mai testi accademici nelle università italiane e, soprattutto, le ho scoperte sul web. oggi, con queste conoscenze, sto offrendo consulenze aziendali che altrimenti non sarei riuscito ad offrire. Questo è apprendimento casuale. Molto di questo apprendimento lo devo ad altri che navigavano in rete, come me, e lasciavano in rete traccia delle loro scoperte. Molti di questi non li conoscerò mai. Alcuni li ho conosciuti di persona.

    6) L’aspetto ludico di queste forme di apprendimento casuale ha delle conseguenze enormi sulla capacità di apprendimento dei ragazzi. Il cazzeggio su facebook ha una utilità incredibile: favorisce forme di condivisione della conoscenza. Che questa non sia giudicata utile, può essere comprensibile solo ad un’analisi affrettata. Quello che conta è la condivisione. Quando e dove sarà opportuno, questi studenti sapranno apprendere dal contesto, sapranno come orientarsi nella complessità in modi che nessuno scienziato accademico saprà mai eguagliare.

    6) conclusione: le università italiane si stanno accorgendo di tutto questo e, a fatica, stanno cercando di scoprire di cosa si tratta. Nessuna, però, ha ancora capito come aprirsi al sapere (in tutte le sue forme) che circola liberamente in rete.

  13. annatorc Rispondi

    Ti ringrazio Carlo per il tuo prezioso contributo. :-)

  14. Claudio Vaccaro Rispondi

    Big Up for Carlo!! Bellissimo il video Anna…è così difficile rendersi conto che SENZA RETORICA tutto è cambiato e siamo dentro una rivoluzione storica? Proprio da questa consapevolezza devono corrispondere azioni concrete, anche nel campo dell’educazione e dell’univerisità. Qui ho grossa fiducia nella capacità di pressione, come la tua, come quella di tutti, nella capacità di fare da “evangelyst” e diffondere NON il sapere, ma “capacità di sapere”, ovvero di sfruttare tutto ciò che il cosiddetto 2.0 ci offre anche per imparare. a presto

  15. FG Rispondi

    Aggiungo solo che un dibattito analogo si è aperto sul blog del progetto Digital Ethnography quando il video è stato presentato (qui il post originale con i commenti) per la prima volta. Questo ha spinto l’autore a pubblicare un nuovo post per chiarire il suo punto di vista sul video stesso.

  16. FG Rispondi

    Vi segnalo che un dibattito analogo a quello che leggo nei commenti si è sviluppato quando il video è stato presentato.

    Potete leggere il post originale ed i commenti.

    Le interpretazioni circa il vero significato del video sono state talmente tante che l’autore si è sentito in dovere di fornire la sua interpretazione originale.

  17. giuliad06 Rispondi

    Concordo e condivido quello che dici tu, e l’esempio di come sono cambiate le fonti di conoscenza tra le tue due lauree ne sono un esempio lampante.
    Solo che io in questo video vedo un certo senso di frustazione dovuto all’impossibilità di stare dietro a supporti didattici classici rispetto al sapere in evoluzione continua che si trova in rete.
    Non vedo l’aspetto emozionale del video. A me questo video suscita sensazioni negative.
    Oh, questione di interpretazione. non saprei che altro dire.

  18. annatorc Rispondi

    @FG: Grazie mille per la dritta, ora abbiamo un sacco di materiale su cui riflettere! :-)

  19. Hamlet Rispondi

    (non so se posso intromettermi in questa discussione, cmq il video non è più disponibile in questa pagina)
    grazie per il video, lo trvo molto interessante (penso di “bloggarlo” pure io, ovviamente citandoti

    non ho ancora letto l’interepretazione dell’autore, io il video lo interpreterei come una critica totale alla società americana e al suo sistema scolastico

    riguardo a facebook: come fa il cazzeggio su facebook a essere utile? Se uno, invece di studiare sta 3 ore su facebook a scambiare opinioni su britney spears e lindsay lohan, che cosa ha fatto di “utile” (rispetto a uno che in quelle 3 ore ha studiato)?

    ciao! ( http://technosoc.blogspot.com/ )

  20. annatorc Rispondi

    Ciao, ovviamente sei il benvenuto nella discussione, ci mancherebbe solo che qualcuno dovesse chiedermi il permesso per dire la sua, il blog (come più volte ho sottolineato) è solo un salotto dove si fa conversazione. Il mio unico obiettivo è quello di crescere attraverso il confronto e lo scambio di conoscenze.
    Detto questo il senso che io do al video ho cercato di spiegarlo nei commenti precedenti e Carlo mi ha aiutata traducendo in italiano ogni mia idea e pensiero al riguardo ed io non avrei saputo fare di meglio, non solo: ha cercato di argomentare portando anche sue esperienze personali… Insomma ora sto quasi per alzare le mani e arrendermi perchè, il punto non è convincere o promuovere facebook che è solo uno degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione uno dei tanti, quanto prendere coscienza che il sapere ed i modi di apprendimento sono cambiati, stanno cambiando e cambieranno. Quindi tanto vale prenderne atto o se vuoi farsene una ragione ed integrare queste nuove risorse, sfruttandole al meglio.
    Io non ci credo che tutto quello che conosci lo hai appreso dai libri (per quanto siano importanti) il tuo bagaglio te lo sarai formato in tanti modi tra i quali anche conversando. (Per lo meno per me è stato così e posso dirti che è senza dubbio più divertente e stimolante).
    …Ma poi ben venga anche l’aspetto ludico dei social network in quanto aiutano a prendere confidenza e padronanza con il mezzo, aiutano la sua diffusione e la sua conoscenza…Una volta che si comprende che cosa si ha tra le mani poi rimane anche più facile utilizzarlo in altre circostanze.
    E poi, scusami se mi permetto, io credo che il sapere circoli tra le persone e non (o non solo nei libri), quindi se ora hai la possibilità di venire in contatto con moltissime persone, senza problemi di distanza geografica, di spesa economica, di lingua… Perchè rinunciarci? In nome di cosa?…Lo trovo assurdo.

  21. Hamlet Rispondi

    ciao Anna, penso che nel messaggio precedente mi sono spiegato male.
    Ovviamente non intendevo fare un discorso del tipo: bisogna studiare, facebook fa schifo. Il discorso era ben diverso e provo a spiegarlo.
    Se uno legge, fa qualcosa di utile? La mia risposta non può essere nè si nè no, ma “dipende da quello che uno legge”. Stesso discorso per chi vede la tv o ascolta la radio.
    E, ovviamente, stesso discorso vale per Internet (che può essere molto utile o molto inutile a seconda di quello che si fa). Invece mi sembra che alcune persone siano talmente entusiaste di Internet da pensare che se uno sta su Internet fa sicuramente qualcosa di utile, di positivo. Secondo me non è così. Non voglio criminalizzare il cazzeggio su facebook, ma che differenza c’è tra cazzeggio su facebook, cazzeggio sulla CB e cazzeggio al bar? Il cazzeggio su facebbok sarebbe migliore perchè è su Internet?

  22. annatorc Rispondi

    No assolutamente, il “perder tempo” è uguale ovonque non importa che si sia on-line o off-line, il risultato è sempre lo stesso: una giornata persa dietro al non far nulla.
    Forse le persone sono entusiaste per altri motivi… In caso se ci fossero veramente (come dici tu) persone che a priori esaltino strumenti senza conoscerli, per me è la stessa cosa di chi li critica solo perchè sono nuovi e non corrispondono a qualcosa di già conosciuto, portando nuovi valori e concetti.

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